La Commissione europea ha presentato una proposta ambiziosa per riformare il sistema delle risorse proprie dell’Unione, con l’obiettivo di sostenere finanziariamente il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028–2034 e accelerare la transizione verde, digitale e industriale. Il pacchetto introduce nuovi strumenti fiscali legati alla sostenibilità, con ricadute significative per il settore del packaging, in particolare per chi opera con materiali plastici e filiere del riciclo.
Plastica da imballaggio non riciclata: la tassa sale a 1 euro/kg
A partire dal 2028, l’attuale contributo sulla plastica da imballaggio non riciclata passerà da 0,80 euro/kg a 1 euro/kg, con un meccanismo di adeguamento annuale all’inflazione.
Obiettivo: spingere i Paesi membri a rafforzare le filiere di raccolta differenziata e riciclo, allineandosi agli standard del Green Deal e del nuovo Regolamento sugli Imballaggi e Rifiuti da Imballaggio (PPWR).
Nuovo contributo sui RAEE non raccolti
Debutterà una nuova risorsa basata sui rifiuti elettronici non raccolti (RAEE), con una tariffa di 2 euro/kg.
L’iniziativa mira a recuperare materie prime critiche, essenziali per la transizione ecologica, promuovendo al contempo autonomia strategica e circolarità.
Conferma della quota ETS e CBAM nel bilancio UE
- Il 30% dei proventi ETS1 (sistema di scambio delle emissioni) sarà destinato al bilancio comunitario.
- Il 75% dei ricavi CBAM (Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere) sarà trattenuto dall’UE, spingendo le imprese ad allinearsi a standard di sostenibilità più elevati e scoraggiando le delocalizzazioni ad alta intensità di carbonio.
Semplificazione e trasparenza fiscale
Saranno abolite le attuali riduzioni forfettarie e tetti su IVA, plastica e Reddito Nazionale Lordo, per un sistema di contribuzione più chiaro e armonizzato tra gli Stati membri.
Perché è rilevante per il packaging
Le aziende della filiera del packaging, in particolare quelle che operano con materiali plastici, saranno al centro di una nuova architettura fiscale che premia la riciclabilità e penalizza i rifiuti non recuperati.
Questo scenario normativo rappresenta un’opportunità – ma anche una sfida – per ripensare processi, materiali e filiere di fine vita in un’ottica sempre più circolare e performante dal punto di vista ambientale.